
L'intervallo. Tutta la 2^A era davanti ai libri di storia. Io mi sentivo pronta..ero pronta.
Driin. Quarta ora. Porco pippo. Entrai in classe, agitata e allo stesso contempo sicura di me stessa. Passa la prof, la cui faccia si può riassumere in
:B. Davanti a me, un foglio. Tutti esercizi da vero o falso, niente domande aperte. Perfetto. Sarà una cavolata. Prendo la penna, faccio una quarantina di
click click senza motivo apparente e appoggio la mano sulla scheda.
Leggo qualche frase e la mia faccia da così

diventa così

Uno, due tre esercizi. Non so nulla. Come diavolo è possibile

Prima la disperazione. Poi la delusione. Per finire con senso di menefreghismo pari a 1800 watt. Suona. Devo già consegnare. Tutta la verifica incerta, metà sparata a caso.
Mi alzo. La testa mi gira (forse erano stati i biscotti alle acciughe della mattina), c'è silenzio. Sembra di essere in un film: mi sembra di andare a rallentatore. Pum,un passo. Tun tun, il cuore. SPLAT!! Nell'illusione di Hollywood che mi stavo creando inciampai sulla cartella di Ming, Finendo con la faccia sul banco di Anna. Riprese le conoscenze. Mi resi conto di essere l'unica a non aver consegnato, così corsi verso la cattedra e misi la mia verifica sopra la catasta dei miei compagni. Alla mia destra la secchiona che aveva questa espressione

Tornata al posto, prima di sedermi guardai la prof e gridai

Quando ci si
innamora si perde l'equilibrio
dei propri sentimenti. Finché si
finge e ci si dimostra
migliori di quanto si è,
non si è veramente innamorati perché si dà ancora più importanza
a se stessi che all'altra persona. Quando si ama
davvero il
cuore perde ogni controllo. Per questo dicono che amare è un po' come
essere privati del
proprio cuore.
[Maho Izawa a Yukino Miyazawa]
KareKano